Ci sono due soli modi di conoscere le cose.

Farsele raccontare oppure farle.

Un poco come la vita.

Viverla o farla vivere agli altri.

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venerdì 27 novembre 2009

"PARALLELI MENTALI!"

Incredibile! Anzi, credibile, dalla mia carissima amica Rita di Rimini, posto le prime pagine di un libro che io non avevo letto ma che mi trovano a dire..."che cavolo ha letto il mio blog, prima di scrivere questo libro!?!" Rispecchiano esattamente anche in alcuni passi quello che io sento e scrivo...beh che dire...grazie a Rita! Questo sarà l'unico libro che mi porterò con me! Sono veramente, come al solito curioso ed eccitato di vedere che dice! Magari sarà, l'ispirazione e "la guida" in questo viaggio!

Un bel libro credo dalle premesse di cui lascio la copertina pure...ciao!








domenica 22 novembre 2009

SPONSOR!

Per chi fosse interessato a fare lo “Sponsor”!!!!
Ovvero, piuttosto che a uno sconosciuto…meglio uno noto! Si spera!


Beh, che dire io non sono un professionista della “fotografia”, infatti, ho fatto subacquea per molto tempo, prima come hobby e poi come professione…meglio come lavoro. Lo preferisco come termine al primo. La fotografia è stata incidentale. Un mezzo per fissare e trasferire anche ad altri le emozioni e i luoghi visitati. Una cosa normale che costella tutti quanti nella nostra vita. Beh, qualcuno ha pensato bene di utilizzarle per specifiche campagne pubblicitarie o altro ancora. La cosa mi ha fatto piacere e pure mi ha stimolato.


Io sarò in Australia e di mio trasferirò su pixel, anzi meglio file, le immagini del paesaggio, dei luoghi, delle persone e delle situazioni che incontrò. Così, per mio diletto, passione e godimento.


Naturalmente sia un prodotto, sia un luogo abbinato a questo o una situazione potrebbe essere motivo d’interesse per qualcuno. Per me, motivo anche di sfida e di approfondimento, nonché di curiosità. Se qualcuno ha richieste, idee e magari “loghi”, prodotti o altro che possano avere come sfondo o percorso l’Australia, non ha che da farsi avanti.


Le cose possono essere le più varie, come quelle di mettere il logo sul mio mezzo e fotografarlo in varie scenografie o come quello di decidere di ricercare particolari sfondi unici per una eventuale campagna. Cosi, come ritrarre animali unici, abbinabili o abbinati a varie situazioni.


Per fare un esempio, la mia bella protesi da bagno, verrà ripresa in “varie” situazioni, perché io ho in mente una cosa, circa la disabilità! Tra l’altro l’ho rinnovato con i nuovi colori e grafica 2010!


Questa comunque rimane non una ricerca di “sponsorizzazioni” classica. Non è il mio intento e questo non sarebbe nemmeno il canale corretto. Deve essere intesa come occasione di incontro o di opportunità tra appassionati subacquei o amici che con me hanno condiviso avventure sub, pensieri, emozioni o semplice amicizia e possono eventualmente cogliere o fare cogliere ad altri interessati una opportunità, di cui magari erano alla ricerca.


Grazie a tutti per ogni suggerimento o consiglio!


Un grazie in particolare alla Trans Edit Group di Milano e a Scubatica di Torino per la fiducia e l'aiuto.


www.transeditgroup.it

www.scubatica.it







sabato 21 novembre 2009

Il MEZZO..."MARINAIO" ma di "TRASPORTO"!



Ed ecco l’auto: un Mithsubishi Challenger 1998 !!!! Un mezzo idoneo per fare un percorso con un minimo di tranquillità! Almeno si spera!

venerdì 20 novembre 2009

PERCORSO





Premessa:


Elencare tutti i punti toccati in un viaggio di migliaia di chilometri e in uno spazio temporale difficilmente definito, risulta molto difficile e spesso le circostanze portano a fare variazioni in base alle situazioni contingenti trovate al momento. Anche in funzione del “soul” di chi, come me in solitaria, calca e percorre questi territori. Non so bene cosa troverò, chi incontrerò o casa farà “deviare” il mio cammino. Dove mi fermerò e quanto, forse più del previsto, e per cosa! Questi luoghi, per quanto vasti non mi sono sconosciuti e, il momento e forse le condizioni mi porteranno a delle variazioni. Spero solo che l’idea del “viaggio”, della scoperta e della curiosità mi possa sostenere e stimolare per fare tutto ciò e oltre. (Ci sono delle varianti che ho in serbo, visto il mezzo a mia disposizione!) Poi, si sa, la vita e le circostanze sono in perenne evoluzione e nessuno di noi, per quanto voglia può resisterne! Forse questo è nella natura delle cose e della vita e, in parte, è il fascino intrinseco e meraviglioso della stessa…


Certo che se inizierà e non avrà intoppi di sorta avrà almeno come obiettivo la spiaggia di Pebble Beach vicino a Exmouth, 1300 km a Nord di Perth! Quel famoso sassolino che porto al collo proviene da lì!



Cercherò di descrivere i luoghi più importanti che visiterò, sulla falsariga di un progetto di viaggio in Australia a suo tempo naufragato, che ripercorreva un altro precedente viaggio fatto da me e dalla mia di allora fidanzata Stefania, al fine di dare un’idea di massima la più esauriente possibile. Allora il mezzo a disposizione era un vecchio Toyota Hiace di oltre 20 anni! Pure le foto sono di quel viaggio di allora.


Certo, per la natura del luogo, che ricordo in gran parte selvaggio e scarsamente abitato (l’Australia ha una superficie di circa 27 volte l’Italia con poco più di 22 milioni di abitanti concentrati per 85% in pochi centri urbani), il viaggio è condizionato da tanti fattori che a noi possono sembrare banali. Sia di natura climatica che tecnica. Difficile da spiegare se non ci si trova. Ogni contrattempo, o difficoltà, può risultare determinate per modificare o dirigere la mia attenzione verso nuove mete! Ricordo perfettamente i 4 giorni fermi sul Margaret River e il suo attraversamento con mille difficoltà e rischi…in sostanza, per noi magari abituati all’efficienza e alla “sottomissione” della natura questo può sembrare inconcepibile, ma è qui che capisci tante cose.


Non siamo noi piccoli esseri a comandare…madre natura la fa da padrona. Punto. Forse non capiamo anche che l’anima, il nostro “soul” comanda spesso la ignoriamo… ma come ben sapete è, il motore, almeno per me di ogni cosa. Comunque la si voglia vedere. Anche e soprattutto di questo viaggio.





Da Adelaide a Port Norlunga – Kangaroo Island


Il mio itinerario avrà come base di partenza Adelaide, la capitale del Sud Australia dove, con i miei amici di sempre Ben McHenry e la moglie Queale, e le sue bellissime figlie Megan e Georgia (in arrivo dall’estero come me!) oltre a passare un piacevole Natale, appronterò tutto il necessario per il mio viaggio. Da qui, scenderò verso sud lungo la Fleuriue Peninsula per raggiungere Cape Jervis e traghettare a Kangaroo Island. Attraversando le colline arriverò a Port Norlunga da dove si snoda la panoramica che si affaccia sul Golfo di San Vincenzo. Una costa aspra intercalata da spiagge ampie e meravigliose.

Kangaroo Island è ricca di storia. Nodo cruciale per i primi traffici marittimi e, proprio per questo, numerosi sono i suoi fari lungo le ripide scogliere. In immersione, l’emozione aumenta con l’incontro con le Foche e anche con una serie di relitti di varie epoche. L’isola è considerata un concentrato di tutta la fauna e la flora Australiana rappresentata sia dai tipici Canguri, Koala, Emu, Echidna e Pinguini, sia da una delle poche colonie di Leoni Marini, e Otarie Orsine. Gli eucalipti crescono ancora rigogliosi e oltre alla presenza di grotte naturali ci sono formazioni di granito suggestive, come le Remarkable Rocks, affacciate a picco sul mare. Spero di fare questa parte del viaggio con Ben, Queale e le loro due figlie Megan e Georgia. Un buon test per provare il mezzo e fare esperienza.



Kangaroo Island – Adelaide - Port Augusta


Ritornerò ad Adelaide per una visita alla città e mi fermerò poco prima nella cittadina costiera di Glenelg, dove sbarcarono i primi coloni e dove esiste un vecchio albero di Eucalipto chiamato Old Gum Tree sotto il quale venne sancita la nascita del nuovo Stato nel 1836. Ad Adelaide, oltre a rifinire i preparativi, per il lungo tragitto che ci mi da Perth, mi incontrerò con altri vecchi amici italiani e visiterò di sicuro il Migration Museume come potrebbe mancare il South Australian Museum, sede di lavoro di Ben e Queale!

A nord di Adelaide inizia il Mid-North, dove nei pressi di Port Pire esiste una gola chiamata Alligator Gorge, prima di raggiungere l’Australian Arid Lands Botanics Garden di Port Augusta, crocevia molto importante e accesso all’out-back.





Port Augusta – Whyalla – Port Lincoln


Entrando nella Eyre Peninsula, dopo Whyalla ci sono splendide dune di sabbia e, raggiunta Port Lincoln, le le isole Sir Joseph Banks Island e spero se le condizioni me lo permetteranno di fare immersioni in gabbia presso il mitico Dangerous Reef, 30km. al largo, dove si possono incontrare Leoni Marini e il mitico Grande Squalo Bianco.


Port Lincoln – Ceduna


Ripresa la strada costiera, vi è la punta estrema di Cape Carnot nota come Whalers Way, con coste selvagge mozzafiato e successivamente la Coffin Bay Peninsula. A Point Labatt una scogliera altissima difende una colonia di Leoni di Mare. Superata Streaky Bay con spiagge come Back Beach, incastonate tra scogliere altissime raggiungeremo Smoky Bay importante area di allevamento delle Ostriche. Che scorpacciate, troppo buone!!


Ceduna – Norseman (Nullarbor Plain)


Ora viene il bello! Attraversare il Nullarbor Plain, con i suoi 1300 Km che dividono Ceduna (SA) e Norseman (WA), non è una esperienza da tutti i giorni! La mitica Eyre Higway. Alla destra il Great Victoria Desert e alla sinistra le fantastiche scogliere della Great Australian Bight, e lungo la strada, con un po’ di fortuna si possono avvistare le Balene Franche Australi. Le aeree di servizio sono le uniche presenze umane oltre la lama d’asfalto, distanziate di circa 200km l’una d’altra. La sera i Dingo spesso si avvicinano a pochi metri dalle poche auto in sosta. Sul percorso si trova la città fantasma di Fowlers Bay, la famosa Cactus Beach, paradiso dei surfisti e il confine con il Western Australia nei pressi di Eucla. Poco prima di arrivare a Norseman esiste una vera stranezza: uno dei più lunghi rettilinei stradali del mondo, pari a 145Km. Ma dovrò rispettare il limiti! Gli agenti della stradale possono essere ovunque! Soprattutto dovrà stare attento a non addormentarmi alla guida!





Norseman – Esperance – Albany


Finalmente, passata questa landa arida si apre la South Coast, punteggiata da parchi costieri molto selvaggi e di straordinaria bellezza. Nei dintorni di Esperance c’è Cape Arid National Park, Cape Le Grand National Park, e magari se riesco l’Arcipelago delle Recherché. Presso Albany ci sono dei parchi spettacolari: il Torndirrup National Park e il West Cape Howe National Park, nonché il Whaleworld Museum, un tempo sede di un’azienda che lavorava prodotti derivati dalle Balene. Nell’aerea ci sono due relitti famosi: il Sanko Harvest, una nave cargo affondata nel 1991 di ben 174 metri di lunghezza e il vascello militare Perth di 133 metri, deliberatamente affondato alla fine del 2001, per creare un reef artificiale.


Albany - Sud-Ovest Coast– Walley of Giants (Tingle)


Adesso finalmente un altro paesaggio unico, che amo particolarmente, formato da circa 180km² di foresta di Eucalipti secolari, alti fino a 70 metri fortunatamente protetta nel Walpole-Nornalup National Park, dove nella Walley of Giants, crescono 4 specie di Eucalipti uniche al mondo. Andrò a “zompettare” di sicuro a 40 metri di altezza, su una passerella di legno, letteralmente “in mezzo alle fronde” di questi giganti centenari. Che spettacolo! Unico, credetemi!


Sud-Ovest – Foreste Meridionali (tall trees) Jarrah, Marri e Karri


Ora verso l’interno per visitare le foreste meridionali, ricche di specie di alberi uniche quali il Karri, il Jarrah e il Marri, giganti verdissimi e a volte ultra centenari. In questa stessa foresta vivono anche alcuni mammiferi rarissimi dai nomi strani. Mi arrampicherò su 3 famosi alberi: il Diamond Tree (51mt.), il Gloucester Tree (60mt.) e il Dave Bicenteniall Tree (68mt.). Fantastici vi assicuro! Quindi, poi via per le panoramiche strade che toccano vari centri abitati.





Nannup - Cape Leeuwin – Cape Naturalist


Ora poi un posto speciale…che mi emoziona da sempre! Quasi una meta per molti dove ho visto l’ultima volta motociclisti venuti lì solo per esserci e ammirare il panorama. Il punto più a Sud-Ovest di tutto il continente: il mitico Cape Leeuwin che divide l’Oceano Antartico dall’Oceano Indiano. A questo punto su, via, verso il promontorio fino a Cape Naturalist all’estremo Nord. Qui ci sono alcune delle innumerevoli grotte calcaree della zona e magari se non mi salta via la “zampetta” mi sparo in canoa sul Margaret River. A Yallingup, mecca mondiale del surf, la vista di spiagge e delle coste spettacolari con onde veramente possenti, da far pensare alla potenza della natura.


Busselton – Bunbury – Rockinham


In avvicinamento a Perth ci sono località marine con spiagge immense e mi fermerò di sicuro a Bumbury per visitare le paludi del Big Swamp Wild Life Park. Presso Koombana Bay invece finalmete i Delfini in pochi metri d’acqua. La St. Nicholas Church è la più piccola chiesa di tutto il continente, appena 4 metri x 7. Un poco più a Nord ci sono le isole Penguin e Seal (il nome dice tutto) e all’interno le cascate Serpentine Falls. Nei pressi di Dunsborough, su un fondale di 30 metri nel 1996 è stata affondato il vascello militare Swan di 114 metri per creare un reef artificiale. Se riesco ci faccio una capatina…eh che cavolo!


Fremantle – Perth


Via ora verso Fremantle, nota città portuale, famosa ai più perché nel 1987 sede dell’America’s Cup. Da qui raggiungeremo Rottnest Island, prima, prigione all’aperto, ora luogo di villeggiatura, dove, sulle cui coste sono affondate numerose navi di varie epoche e dove si possono tuttora vedere i Quokka, marsupiali carnivori. A Perth, oltre a navigare sullo Swan River e ammirare i famosi Cigni Neri, simbolo della città, mi faccio un salto al Western Australian Museum, dove si conserva uno dei rarissimi grandi Squali Megamouth. Mi sa pure che mi fermo per un poco…la città è stupenda e la costa pure. Qui cercherò di fare il check al mio mezzo e anche di vedere di incontrare qualche persona della comunità italiana. Perth è meravigliosa ed è l’unica città importante prima del grande salto! Nei dintorni, l’Underwater World vale sicuramente una visita, per la sua spettacolare vasca a forma di tunnel.






Wave Rock – Hyden


Ok! Sono pronto e dpo 350km, verso l’interno a Sud-Est di Perth sarò visitare l’area di Hyden e la sua famosa Wave Rock, ma anche le altre non meno spettacolari. Formazioni rocciose, sparse in questo territorio dai nomi bizzarri come Kangaroo Rock, Hippo's Yawn e Humps, solo per citarne alcune. Sono fantastiche, lunatiche e uniche.


Perth – Cervantes (Pinnacles Desert) – Geraldton (Houtman–Habrolhos Islands)


Di nuovo in strada, verso Nord per visitare nel Nambug National Park, il deserto sabbioso dei Pinnacoli, occupato da pilastri calcarei dai colori stupefacenti alti alcuni metri. Passando sulla strada panoramica che porta a Juren si arriva a Geraldton, importante località di pesca dell’Aragosta. Le aspre coste delle 100 isole che formano l’Houtman – Habrolhos Islands, 60Km al largo, disabitate, sono un vero paradiso per gli Uccelli e, mare permettendo, potrò visitarne la parte migliore: quella sottomarina.






Kalbarri – Shark Bay (patrimonio dell’Umanità)


Proseguendo verso Nord trovo una zona a me particolarmente cara, forse il vero “assoluto selvaggio” australiano: il Kalbarri National Park, caratterizzato da incredibili strapiombi dai nomi pittoreschi come Hawk’s Head o Red Bluff scavati nell’altipiano lussureggiante dal fiume Murchison, con gole dai significativi nomi di Loop e Z-Bend. La costa non è da meno con pareti a strapiombo coloratissime come Red Bluff o Rainbow Vally, calette riparate dove a volte la sabbia è formata solamente da quarzo. Di seguito apro il gas a manetta verso la West Costal Highway che mi porterà a Shark Bay, il suolo dove avvenne il primo sbarco di un Europeo nel 1616. La Baia, riconosciuta dalle Nazioni Unite come PATRIMONIO dell’UMANITA’ per le sue particolari caratteristiche faunistiche è divisa dalla Penisola Francisco Péron e dal relativo Parco assolutamente incontaminato che ne occupa la parte Nord. Qui il mio 4x4 mi aiuterà visto che solo con questo mezzo si può accedere e non ci sono assolutamente aiuti o ricoveri si sorta. Avventura allo stato puro! Ho già i brividi! Cavolo!

Particolarità di questa baia è una spiaggia di 110Km composta interamente da conchiglie. Dopo mi dirigerò verso l’Hamelin Pool dove troverà le Stromatoliti immutate da miliardi anni. Oltre a questo l’area mi permetterà di avere alte probabilità di incontrare un grande varietà di specie di Squalo, tra cui il mitico Squalo Tigre, oltre ai Dudonghi e i famosi Delfini di Monkey Mia.


Carnarvon – Coral Bay – Exmouth (Coral Coast)


Carnarvon, sulla foce del Gascyne River, è un’area di produzione di frutta esotica (Banane e Manghi), di cui io (manghi!) vado pazzo! Infatti mi fermerò un poco a farne scorpacciata! Tuttavia presenta nei dintorni i rinomati soffioni Blow-Hole creati dall’impatto delle onde contro la scogliera. Poco più lontano a Cape Cuvier si trova il relitto della Korean Star, incagliatosi nel 1988. Non c’è nulla intorno di presenza umana, tranne una cabina telefonica che con la logica ed efficienza australiana…funziona! Poco all’interno l’immenso giacimento di sale, ampiamente sfruttato, del Lake Macleod, offre uno spettacolo lunare. Ancora sulla strada verso ovest dalla Highway n.1 e appena superato il Tropico del Capricorno ecco che appare Coral Bay (mitica!), una delle aree più ricche e affascinanti dal punto di vista subacqueo. La presenza della barriera Corallina, protetta nel Ningaloo National Park fanno di questo promontorio e di Exmouth una delle mecche mondiali della subacquea. In queste acque e nelle vicine Muiron Islands la possibilità di fare un tuffo alla ricerca del mitico Squalo Balena.






Exmouth - Karratha – Dampier – Porth Hedland (Pilbara Region) - Broome


Cavolo non stò più nella pelle! Questa è un area stupefacente! Il Pilbara, costituita dalle rocce più antiche del pianeta e ricchissima di giacimenti minerari, in particolare minerali di ferro. Arida, ma ricca di testimonianze Aborigene, come nei pressi di Karratha e della Burrup Peninsula dove sono presenti migliaia di incisioni rupestri. Dopo Porth Headland, importante porto di transito dei minerali ferrosi raccolti nelle miniere dell’interno, la strada punta a Nord, stretta tra il mare e il Great Sandy Desert. Una sosta alla solitaria Eight Mile Beach sarà d’obbligo: una spiaggia deserta di oltre 150km. non è cosa comune. Che figata!


Broome - Kununurra (Kimberly Region)


Broome, fin dall’800 era famosa per la raccolta delle madreperla. Oggi è un centro della coltivazione delle Ostriche perlifere, rinomate in tutto il mondo per la loro grandezza e particolarità di colore.

Il Kimberly rimane una delle ultime frontiere Australiane. Questa regione è un’area molto selvaggia, isolata e attraversata da grandi fiumi che nel giro di pochi minuti inondano vaste aree di territorio, isolando lunghi tratti di strada e rendendo impossibile il transito per chiunque, le cosiddette “floodway”. Non è improbabile rimanere bloccati diversi giorni e a volte le strade sono chiuse al traffico. A seconda delle condizioni che incontrerò al mio arrivo mi spingerò a Nord percorrendo la Gibb River Road oppure verso Sud sulla Great North Higway. Potrò esplorare fantastiche gole e cascate e arrivare fino alla comunità Aborigena dei Kulumburu a Nord. A Sud oltre al Bungle Bungle (Purnunululu) National Park con i suoi centinaia di pinnacoli di arenaria multicolori, spero di ammirare l’enorme cratere meteoritico del Wolfe Creeck Meteorite Crater ampio oltre 800 metri.


Kununurra - Darwin


Kununurra sorge sull’Ord River ed è l’ultima città che incontrerò prima del confine con il Northern Territory. Cavolo che bel pezzo di strada! Qui la Hidden Valley con gole variopinte, strettissime e panorami mozzafiato. Poco più a Est passerò l’ultimo ostacolo naturale del Victoria River e infine il mitico crocevia di Katherin, sull’omonimo fiume. Via verso Nord finalmente a Darwin e il “Top End”.




Darwin – Top End


Darwin! Darwin! La civiltà! Una cittadina capitale dello stato con i suoi 80.000 abitanti! Tutto dire, no! Darwin, capitale del Northern Territory, considerato l’ultimo avamposto Australiano prima dell’Asia. Il clima tropicale con forte incidenza di Cicloni ha trasformato l’aspetto della città più volte; devastante fu in tal senso il Ciclone Tracy nel Natale del 1974 che spazzò via la città. Oggi si presenta con un aspetto giovane e pieno di vita, dove convivono oltre 50 etnie diverse. Vedrò se riesco a visitare le zone più caratteristiche della città compresi interessanti siti subacquei con la presenza di Relitti della Seconda guerra mondiale, essendo stata, Darwin, base delle forze alleate contro il Giappone. La zona del Top End è caratterizzata dalla presenza di Coccodrilli, sia d’acqua dolce che d’acqua salata; andrò di sicuro in una delle Crocodile Farm (dove ironia della sorte ho trovato l’ultima volta un mio collega…soprannominato “stompy” che era mancante di una zampa, ma faceva dei salti micidiali!) e pure alla ricerca di questi favolosi animali nel loro ambiente naturale. Con Calma però!


Darwin – Katherine


Ora è giunto il momento di scegliere, magari verso Sud sulla Stuart Highway, mitica strada che taglia in due il continente Australiano. La zona compresa tra Darwin a Katherine è considerata la riserva naturale più ricca d’Australia, con il famoso Kakadu National Park e con numerosissimi altri Parchi Nazionali, tempestati di spettacolari cascate e gole mozzafiato.

Altro punto di interesse sono le Kutta Kutta Caves, grotte calcaree dove è presente l’Orange Horseshoe, una specie rarissima di Pipistrello arancione, ora in via d’estinzione.






Tennant Creek – Alice Spring


Superata Tennant Creek, si incontra il famoso Devil’s Marbels Conservation Reserve, dagli enormi massi di granito di forma completamente sferica strettamente legati alla mitologia Aborigena. Proseguendo, si riattraversa per la seconda volta il Tropico del Capricorno ed arriverò ad Alice Spring, un importante punto di snodo per raggiungere varie attrazioni naturali, tra le quali le MacDonnel Ranges, una catena montuosa con spettacolari Canyons e vari siti Aborigeni.

Proseguendo verso Sud, attraverso l’Enbury Meteorite Craters, un territorio ricco di crateri meteoritici, di cui il più grande vanta un diametro di 180mt ed una profondità di ben 15mt. Una la deviazione che mi porterà al Uluru – Kata Tjuta National Park, dove esiste il famoso Ayers Rock, la montagna sacra degli Aborigeni e i Monti Olgas, meno famosi, ma altrettanto spettacolari. Più a Nord, il Kings Canyon, con la famosa gola traboccante di Palme chiamata Garden of Eden.


Simpson Desert – Coober Pedy


Superata la frontiera tra il Northern Territory ed il South Australia, inizia un territorio prettamente desertico, il rinomato Outback Australiano con ad Est il Simpson Desert ed a Sud il centro di Coober Pedy, dove gran parte degli abitanti vivono in abitazioni scavate nel sottosuolo per sfuggire alla calura esterna, e dove i cercatori di fortuna si recano sperando di trovare il filone di Opale della loro vita. Coober Pedy è infatti considerata la capitale mondiale dell’Opale.


Ritorno ad Adelaide


Gli ultimi giorni li impiegherò per fare un’altra visita ai dintorni di Adelaide, magari facendo un salto nella rinomata Barossa Valley per degustare, nelle numerose fattorie, il migliore vino Australiano.

Ringraziando tutti gli amici Australiani per il loro supporto e la loro genuina amicizia mi preparerò per la partenza, con il “tesoro” di immagini e testimonianze raccolte durante il lungo viaggio e, con uno sguardo di sicura soddisfazione ma anche già di grande nostalgia, sarò pronto per un ultimo saluto alla terra “Downunder”………..in attesa di un prossimo sicuro ritorno, per………un altro viaggio, un’altra scoperta ed un nuovo racconto.

venerdì 13 novembre 2009

ALCUNI RACCONTI

Cosa c’è di nuovo dall’altra parte del mondo


“Floodway”


Nel Western Australia e nei Northern Territory nei mesi di febbraio e marzo le nuvole nel cielo sono gocce d’acquerello che si stemperano in piogge torrenziali appena la depressione le lambisce.

E’ quella che gli australiani chiamano la “Wet Season”, la stagione delle piogge.

I torrenti secchi e senza argini raccolgono da bacini orografici enormi la provvista d’acqua che il ciclone distribuisce un po’ ovunque nel suo percorso da Nord a Sud.

Se vi capita di percorrere l’Highway n.1, la più importante autostrada che costeggia tutto il continente australiano, poco più grande di una nostra strada provinciale e ad una sola corsia per senso di marcia; ovviamente non a pagamento, comincerete allora a prestare attenzione non solo alle stazioni di servizio, ai moderni avamposti dove potete trovare acqua e benzina, a distanze comprese a volte tra I 200 e 300 km, ma anche ai cartelli che vi informano delle inondazioni stradali, le “Floodway”, poste ai margini della strada.

Il segnale stradale non è differente nella forma dallo standard Aussie: fondo giallo bordato nero, quadrante con i bordi smussati. Tanti sono i segnali stradali quanti sono i bisogni ed i pericoli delle comunità attraversate dalle strade. Dei più recenti ricordo, attenti al canguro, bestiame in transito, bestiame non recintato, cammelli selvaggi, serpenti. Si può sorridere, ma al tramonto i canguri, sia quelli rossi, alti oltre i 2 metri che i Wallaby micro canguri alti poco più di un cane escono a godersi la frescura e brucano l’erba ai cigli delle strade.

Poco importa per i camion australiani, a 3 rimorchi e lunghi fino a 54 metri, ma non per voi viaggiatori normali delle 4 ruote.

Più volte frenerete per evitare i salti dei canguri e spesso rallenterete per le vacche che vi intralciano, se poi un toro occupa la strada attenderete che si sposti.

Serpenti e rettili, le lucertole corridori con le zampe posteriori ed il busto eretto, che si scaldano sul bitume del manto stradale incerte sulla direzione, non fanno paura e sono le vittime innocenti. Tenetene il conto, ma attenti al serpente, se la ruota non lo attraversa nel mezzo, non avvicinatevi per fotografarlo! Noi per ora a monito e per ingraziarci la benevolenza dei lari animali abbiamo ricordato tutti gli animaletti non evitati, incidentalmente incontrati, e per certo defunti sulla nostra strada; appiccicando la loro foto nell'aletta parasole: il pappagallo galah di colore rosa e grigio, molto comune ma con il difetto di grattare il suolo in cerca di semi ai bordi delle strade; il clamidosauro, la lucertola più famosa del continente, finita pure sulle monete ormai fuori corso, che ha la caratteristica di aprire un ventaglio rosso attorno al collo per dissuadere gli assalitori (cioè la nostra ruota anteriore sinistra); una civetta mimetizzata perfettamente sulla striscia bianca di mezzeria di cui ricordiamo un’ala spuntare all’improvviso sul parabrezza; molteplici ranocchi verde smeraldo, alcuni rospi formato ciambella e svariati insetti fra cui uno sciame di cavallette giganti e libellule.


Strada inondata, viaggio rallentato e attese. Il torrente dal nome sconosciuto diventa un fiume in piena, un po’ come il Secchia ed il Panaro. Ed i nomi sono veramente evocativi: il Lost Creek non ha un nome casuale, proprio non si trova. Per 7 giorni il livello delle acque era superiore al m.1.8 rimangiando altre 200 m di autostrada. Acqua vorticosa e veloce, acqua di piena ed inondazione di colore ocra e terra di Siena, calda e pulita.

In piedi e’ difficile attraversarla, la corrente e’ forte. L’attesa ai torrenti ingrossati forma lunghe code tra I viaggiatori della Wet Season e scommesse su quando si potrà passare. Ciabattare alcuni metri lungo la strada inondata per controllare il livello della floodway è un pretesto per rinfrescarsi, quando ci sono pur sempre 36 gradi all’ombra e umidità tropicale.

Il pericolo e’ sempre presente e l’inesperienza e le disattenzioni sono fatali. La mattina del 7 marzo, dopo aver raggiunto l’Ord River, un uomo e’ stato trascinato per oltre 200 yards nel tentativo di salvare il cane. La polizia locale, ritrovatolo morto nel pomeriggio, ha commentato l’accaduto a beneficio di tutti: “Nel 99% dei casi un cane si ritrova sempre vivo poco più a valle, quasi mai chi lo volesse seguire per salvarlo!”.

I residenti locali sono fatti cosi’, per loro la Wet Season è un momento anche di divertimento, infatti tutti I giornali che qui sono gazzette cittadine con non più di 2000-3000 lettori hanno lanciato il concorso fotografico a premio “L’auto più inondata”.

I locali sono e si sentono ancora pionieri con un cuore selvaggio, loro non si sognerebbero di buttarsi in un river per un cane e per tanto non piangeranno mai un compagno, un good fellow, non era uno di loro.

Quando si aspetta alle floodway si incontrano persone e si parla del viaggio, ma questa e’ un’altra storia.



“Spiagge”


Possibile non ci sia mai nessuno! Guardavo la cartina geografica e contemporaneamente osservavo la spiaggia di sabbia finissima; l'infinito a perdita d'occhio ovunque mi girassi. Sabbia, mare e cielo, null'altro. Eight Mile Beach, tra Port Hedland e Broome, Western Australia, un nome appropriato, oltre 100 chilometri di spiaggia continua assolutamente incontaminata, colore bianco accecante. Ed alle spalle solo il Great Sandy Desert, il grande deserto sabbioso con i suoi laghi salati asciutti. Non c'era anima viva, come al solito. Si può camminare per chilometri e sentire lo “sguish” che fa la sabbia sotto le palme dei piedi, tanto e’ fine l’arena, accompagnato dal rumore del mare in lontananza e del vento, l’onnipresente vento australiano.

Le spiagge sono tantissime in Australia, impossibile contarle. Migliaia di spiagge, minuscole o infinite. Alcune riparate dalla furia dei marosi e celate in spaccature profonde di alte scogliere; altre sfrontatamente affacciate sull'Oceano che le sferza di continuo con onde gigantesche. Le puoi scegliere, trovare quella che fa al caso tuo. Le spiagge hanno nomi evocativi, basta leggere il nome sulla mappa per capire cosa ti celano, oppure giocare la sorte e svoltare alla prima traversa sterrata che incontri sulla HWY 1, la strada che costeggia tutto il continente australiano.

Pebble Beach, vicino a Exmouth, Western Australia, fatta di ciottoli rossi, gialli e bianchi levigatissimi e sferici. Turquoise Beach, poco più a sud, con sabbia finissima corallina, la cui laguna e' spesso visitata dagli squali. Pot Alley Beach, nel Kalbarri, dove incastrata in una gola di roccia granitica rosso fuoco alta quasi 100 metri si apre una caletta formata esclusivamente di cristalli di quarzo trasparenti che creano giochi di luce fantastici. Un caleidoscopio naturale. Oppure a Nickol Bay, vicino a Dampier dove la marea di oltre 4 metri scopre chilometri di bagnasciuga che riflettono come uno specchio la luna e le stelle che si rincorrono nel cielo terso della notte australe. Ami le conchiglie? Shell Beach nella Shark Bay fa al caso tuo: e' formata esclusivamente da minuscole conchiglie di un'unica specie. Sono piccolissime e bianchissime. Da migliaia di anni si sono accumulate solamente qui, talmente compatte in alcuni punti da venire utilizzate per la costruzione delle abitazioni.

Cactus Beach, vicino a Ceduna in South Australia e' una delle mecche dei surfisti e li’ la forza delle onde e del vento hanno costruito e modellato dune bianchissime alte 40/60 metri; come se la natura avesse creato un piccolo deserto in miniatura. Difficile ricordarle tutte, bellissime e ognuna unica, irripetibile.

C’è caldo, 38 gradi sono tanti e mi fermo per bere un sorso d'acqua. Guardo ancora la linea gialla della spiaggia che si fonde all'orizzonte con il blu cobalto del mare e l'azzurro del cielo; qualcosa la interrompe, non vedo bene, c’è riverbero. Avvicino la mano agli occhi, si c’è del fumo, forse un fuoco! Cammino piano e più chiaramente distinguo, avvicinandomi, due aborigeni. Hanno pescato alcuni “blue crabs”, granchi blu enormi e se li stanno cuocendo sulle braci profumate di eucalipto. Un sorriso, un saluto, un semplice gesto di invito. Oggi si mangiano frutti di mare freschi.



“Japanese cowboy”


Il cielo e’ capovolto da questa parte del mondo, il Down Under.

Anche le stelle, quelle che conosciamo nelle disposizioni delle figure astrali mi sembrano un po’ fuori posto, ma, grandi e luminose.

Da quanto tempo non vi capita di guardare solo la notte che vi avvolge senza che questa sia catturata ed infastidita da altre sorgenti luminose? Da quanto non attendete con trepidazione il tramonto per sentirvi circondati dal buio? Riconoscere i rumori della notte e vedere solo l’orizzonte che si perde fa ancora ritrovare il conforto della natura e aiuta a ripensare, allontanando il tempo, a quanto c’è accaduto.

Perché’ rimanere confinati al chiuso delle nostre case quando fuori c'è tutto lo spazio notturno? E’ alla luce della luna che scrivo, una luna che irradia a circoli concentrici come un gufo, i suoi raggi, che posso perfino percepire il verde degli alberi e il rosso della terra. Lo spazio, il viaggio.

Ero fermo alla floodway dell’Ord River e dietro di me il rumore del motore. Ci siamo allora incontrati e pioveva a dirotto. La “car” una Toyota Celica del ’76 colore carta da zucchero schiarita dal sole, targa “Queensland Sunshine State”. Sul sedile posteriore, una chitarra in fodero nero a scritta rossa “made in Japan!” Scese; un granchio abbronzato dalle gambe storte. Canottiera bianca dei Giochi Olimpici di Sidney, brachette corte blu elettrico della nazionale brasiliana ed infradito azzurre. Capelli neri ed occhi socchiusi curiosi.

”Hi! Da dove vieni, tutto bene?”

“Sono giapponese, tutto bene”

“Ma ti piacciono I cappelli da cowboy?”

“Si, io sono un cowboy”

“Ma tu sei un giapponese!”

“Si, io sono un vero Japanese cowboy”

Era di Tokyo e lavorava come addetto della sicurezza dell’aeroporto internazionale.

“Sai in Giappone si lavora dalle 8 del mattino alle 9 di sera, ma poi si esce con il capo fino a mezzanotte e si beve. Non rimane molto tempo per se stessi. Penso che I Giapponesi siano un po’ tutti matti. Non ho casa, mi sono licenziato e 9 mesi fa sono partito da Cairns e vi sto’ tornando.”

“Sei italiano!….WOW!! Sai il mio sport preferito è il calcio, sai che in Giappone posso vedere solo brevi spezzoni del campionato italiano”

Potenza trasversale del calcio!

“Tifo per il Milan, WOW!! Anche tu! Ed il mio giocatore preferito è Leonardo, come il tuo nome!”

La macchina era stipata all’inverosimile; 50 litri di acqua potabile e 50 litri di benzina in svariate taniche.

“E’ meglio essere prudenti, serve per le emergenze!”

“WOW!! “ dico io”, ma non sarà un po’ pericoloso, ci sono 38 gradi all’ombra e buche sulla strada?!?”

Sul sedile a fianco cracker ed una pila di cappelli, solo cappelli da cowboy, naturalmente.

Attraversare l’Ord River non è stato semplice. In generale se ci sono 50cm d’acqua con corrente, la macchina può essere trascinata e rotolata a valle oppure il motore può spegnersi…ed è ancora peggio.

“Proviamo a passare...Eh cowboy?”

E lui ride, ci sta’ ancora pensando e fa “MHMMM” dal fondo dello stomaco, come solo i giapponesi sono capaci.

”Dai apro la strada io a rompere l’acqua, tu mi segui vicino e se passiamo ti offro un vero caffè italiano”

“MHMMM, OK! Accetto il caffè!”

Partiamo piano; ingrano la prima marcia, l’acqua aumenta, lo sterzo è sempre più pesante e contro sterzo controcorrente.

“Ma dove sei?”

Jap cowboy, lo vedo lontano, ma devo pensare a me stesso, devo passare. Ce l’ho fatta.

Mi fermo.

E’ a meta del guado, nel punto peggiore, è lento.

“Dai accelera, non far morire il motore”

E’ lento. La macchina carta da zucchero ha il cofano sommerso dall’acqua, ma avanza. Ancora pochi metri e anche lui è al sicuro.

“Buono il caffè!”

C’è il tempo per ridere ed una foto veloce che, “Ciao”, ci salutiamo.

Riprende a scrosciare il temporale dei tropici.

Forse c’incontreremo ancora prima di Cairns, c’è solo la Highway n.1, difficile perdersi.

Riparto, il puntino carta da zucchero nello specchietto retrovisore è sempre più indistinto. Poco importa dove sia ora, sicuramente anche lui questa notte dormirà in macchina sotto il chiarore della luna.

Viaggiatori, chissà perché, sono strana gente!

All MAN CHOSE the PATH they WALK (The Tracker, 2002)



L'Australia mi chiama. Questo grande continente, dall'altra parte del mondo dove già un paio di volte sono stato, mi sussurra...mi tenta e mi entra piano piano nelle carni, nell'animo.

Porto sempre pochi ciondoli addosso. Anzi sempre quelli. Uno di questi è una pietra con un foro, di colore ocra. Viene da Pebble Beach, Western Australia. L'avevo messa per ricordarmi che dovevo tornare. Forse è venuto il momento.

Questi spazi incontaminati di terra rossa, di vento perenne e di arsura che scava nella pelle e giù fino nell'anima mi attirano. Le spiagge sterminate il mare calmo e caldo o gli spruzzi alti sulle scogliere con il rombo della risacca. Le stelle che riempiono il cielo e illuminano a giorno, come in nessun altro posto. Il senso di sacralità della terra e della nostra piccola anima. Forse è una scusa. Un richiamo, maledetto ed assassino che porta all'oblio o alla redenzione. In Australia si ci può ritrovare o perdere, come tanti posti che ho visitato, che a ben vedere, alla fine sono sempre stati delle isole. Nosy Bé, Roatan, le Maldive e tante altre. Tutte isole. Isole, già!

Come ognuno di noi, un piccolo universo, isolato e chiuso. Circoscritto per lo meno. La terra infine e anche noi stessi lo siamo, circondati da questa sottile pellicola di aria che ci permette di respirare e sopravvivere. Illusi spesso, per via delle nostre limitazioni, di essere in uno spazio sconfinato. Spesso i nostri sensi e le nostre abitudini o meglio il nostro "standard" dimensionale, che per forza diventa l'unità di misura delle cose...si misura in metri in km o miglia marine se siamo in mare. Ridicolo! Piccole schegge impazzite nell'immenso e spesso ci sentiamo grandi! Ma ci aggrappiamo a qualsiasi cosa nel momento che sorvoliamo oltre il nostro piccolo "universo abituale"....buffo no! Ma quasi non ce ne accorgiamo, noi privilegiati, ricchi e spensierati ma circondati da una immensità di oggetti, da noi costruiti, necessari per la nostra beatiduine, ma che ci bloccano la vista, l'orizzonte! Criceti in gabbia e pure felici di girare nella nostra ruota...e in ansia di fronte al mare che monta, sbalorditi di vedere un cielo stellato! Oggetti e strumenti di noi stessi. Completamente inebetiti e inconsapevoli di dove siamo. Meglio, limitati da quello che ci circonda, nonostante che tutto ormai con la tecnologia o le informazioni ci sia noto...appagati da emozioni virtuali, senza nemmeno avere il sospetto che il viverle sia qualcosa di completamente diverso...naufraghi di noi stessi e nemmeno consapevoli. Crediamo che tutto sia scoperto, accessibile e non ci rendiamo conto che non è vero...il viaggio vero è esserci...annusare, leccare, vedere, respirare, soffrire e gioire...anime morte e dannate!


Isole dove una moltitudine di naufraghi si ritrova. Si annusa e si sperde di nuovo verso il nulla, verso un nuovo approdo, una nuova isola. Dove riposare, rifocillarsi, pensare e ripartire dopo poco...oppure fermarsi per sempre.

Le altre volte però avevo sempre un progetto o per lo meno un obiettivo, seppur semplice. Il lavoro o il viaggio teso alla scoperta. Oggi invece non so che andrò a fare. Non so cosa scoprirò di nuovo o, buffo, di già conosciuto, chi può dirlo. C'è qualcosa là però che devo trovare, cercare o forse sarò come un cliente di un supermercato che ha spuntato tutta la lista della spesa, gironzola tra gli scaffali con aria annoiata ma anche curiosa. Dinoccolato ma pronto a farsi cogliere dalla sorpresa dell'imprevisto, dell'inaspettato.


Ammagliato da quello che la tua retina vede per la prima volta, non attraverso una foto o un video. Cose che non puoi solo vedere, ma annusare, gustare con la lingua, assorbire con la pelle e con il respiro. Una goccia di sudore che ti scorre lungo la schiena e il tuo respiro che rimbalza sui colpi del tuo cuore e la luce che riempie spazi infiniti e inspiegabili per tua mente. Troppo forte anche per te.


Il viaggiare non è un semplice e breve spostamento fisico del nostro corpo da un punto all'altro.


Viaggiare è amare.


Viaggiare è la linfa dell'anima.



Tanti capitoli chiusi, come quelli semplici della vita di ognuno di noi. Piccoli obiettivi raggiunti che hanno fatto il loro tempo e "sono" nel loro spazio ormai passato. Lo studio, una famiglia, un lavoro e un altro ancora...ora invece?

Beh, chi di voi sa che si deve fare da grande me lo dica! Soprattutto dove! Io sto ancora cercando, e zoppicando, saltando o forse meglio, avendo la fortuna di avere "una gamba in più" sulla terra ferma e "una in meno sott'acqua", esploro il limite del mio animo e del mio universo. Qualsiasi cosa sia...io ci sarò. Ci sono e il mio sorriso, i miei occhi, sono lì...e magari potrebbero essere una estensione anche dei vostri...