Ci sono due soli modi di conoscere le cose.

Farsele raccontare oppure farle.

Un poco come la vita.

Viverla o farla vivere agli altri.

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giovedì 29 marzo 2012

To the end of the world and return! (maybe)

Finalmente parto! Direzione il Bottom End, la punta estrema sud della Tasmania. Dopo aver toccato il Top End, nell'estremo nord del Queensland durante il primo viaggio, voglio arrivare anche qui. Voglio anche provare la macchina per qualche centinaio di chilometri per vedere se tutto è ok.


Passo Hobart e prendo una laterale. Appena pochi chilometri e sono immerso tra colline e montagne piene di boschi che improvvisamente lasciano lo spazio a piccole vallate dove pascolano poche vacche intorno a fattorie che sembrano addormentate in un tempo remoto. Il traffico diventa quasi inesistente e mi inoltro nella Houn Valley. Attraverso piccoli paesi di cui il più grande ha appena 1000 abitanti. Vigneti, piantagioni di mele rosso fuoco, wallaby e pappagalli. Contrasti incredibili a cui non riesco a capacitarmi ancora.


Sono di un rilassato totale, non penso a nulla, non voglio nulla, voglio solo arrivare, con calma, prima di sera. Voglio arrivare con il sole caldo ancora alto che, sorprendentemente, è scintillante più che mai.


Tutto qui. Semplice.


Finalmente dopo 20 chilometri di una gravel road si apre l'immensa Recherche Bay con piccoli camp ground e una miriade di cale dove solitarie barche a vela sembrano addormentate nella piatta totale. Percorro il minuscolo ponte di legno sul Cockle Creek e arrivo alla fine della strada.


Sono al finale.


La terra è finita e un monumento di una balena mi saluta in uno dei luoghi dove ancora questo cetaceo si avvista regolarmente.


Non c'è praticamente nessuno. Piazzo l'auto sotto un pino enorme a 50 metri dal mare e preparo lo swag. Mangio mentre i wallaby escono dal fitto bosco e tosano l'erba intorno alla mia auto.


Che dire…nulla. Va bene così! Va bene così, Leonardo.


Vado a letto presto mentre le stelle perforano la sottile coltre di nubi biancastre.



Sono le 5 e sono in piedi. Trovo nuove soluzioni per sistemare al meglio tutte le mie cose e parto verso nord. La giornata è coperta e dopo essermi fermato a vedere passare il piccolo trenino di Ida Bay mi butto alle terme!


Bagno termale, doccia bollente e visita al complesso di cave più esteso della Tasmania. Poi via a nord verso Southport, la cittadina più a sud di tutta l'Australia. Forse 100 abitanti. Chiedo info al Pub e mi piazzo in una piccola baia per la notte. Mi piace il nome, Lady Bay.


Il tramonto incendia il cielo di rosso sangue e non solo. All'orizzonte un paio di bushfire buttano nuvole di fumo. Mi butto in macchina per la notte perché minaccia pioggia.


La mattina riprendo prima dell'alba schivando i soliti wallaby e opossum che stando rientrando dalla nottata.


La nebbia a banchi mi ricorda la mia terra con un'appendice inedita, il mare!


Dover ha appena 500 abitanti e a ben vedere è enorme. Tra una chiesa che annuncia il sermone della domenica e una in vendita, c'è un'abitazione che spicca per lo stile veramente moderno. Ognuno è libero di spaziare con la fantasia da queste parti. Al porto vorrei vedere se trovo qualche ostrica da acquistare direttamente dai pescatori ma improvvisamente capisco che qualcosa in Carolina non va!


Alternatore partito. Fortunato che sono in città. Arrivo dal meccanico. Faccio caricare la batteria e telefono a Gary. Rapido calcolo e decido di acquistare un ulteriore batteria di scorta.


Tortino alle capesante (inedito e buonissimo!) e via verso New Norfolk. A Hobart la batteria è morta. Sostituita. Arrivo nel bel mezzo del trasloco dell'officina di Gary. A fine mese si sposta in un altro posto. Nel casino generale il mio pezzo è arrivato ma è sbagliato.


Tranquillo Leonardo. Prendo su quattro cose per dormire da Gary e aspetto domani.


Don't worry Mate!

Io non mi preoccupo.

That's life!


Risolviamo anche questa e andiamo avanti. Di strada ne ho ancora e lo so che qualcuno di voi si annoia senza notizie eclatanti, spiagge incontaminate, cascate di acqua cristallina, avventura pura, strade polverose, selvaggio e animali strani. Arriveranno.


Questo per me non è lo stupefacente anche se tutte le volte sono stupefatto! Per me lo stupefacente è che queste cose esistono ancora e che io ci sono…basta esserci…e io ci sono!


Questa è veramente la cosa "misteriosa" di questo viaggio e per mia fortuna rimane tale...




RECHERCHE BAY




COCKLE CREEK



THE BOTTOM END






ON THE WAY OF RETURN...


IDA BAY RAILWAY



THERMAL POOL








NEWDEGATE CAVES






SOUTHPORT



SUNSET AT LADY BAY


DOVER













APPLES!


HOBART


lunedì 26 marzo 2012

On the road again...but in which direction?

L'ultimo post pensavo fosse l'ultimo. Pensavo di non scrive più nulla.


Un periodo non facile a livello fisico mi lasciava quasi senza forze e senza idee, svuotato.


Il brutto tempo è ormai arrivato da qualche giorno e le giornate sono fredde. Minime a 6 gradi di notte e massime a 11 gradi di giorno.


Poi il 21 marzo dopo tanto tempo Carolina è tornata!


Naturalmente non sempre tutto fila liscio e Gary si è messo a controllare il lavoro fatto e io a fargli da assistente improvvisato in officina. Sabato e domenica compresi, giorni di riposo qui. Ha fatto un lavoro incredibile in tempi record! Adesso Carolina non può temere nulla e tutto il possibile è stato fatto. Dai 4 freni a disco nuovi fino alla riparazioni di fino del serbatoio del carburante. Nel frattempo galleggio tra arcobaleni, musici, e un'albe psichedeliche che che preannunciano l'arrivo dell'inverno pieno e la fine della mia lunga permanenza a New Norfolk.


Mi sento malinconico e svuotato. Mi sento anche perso. Smarrito. Il rischio di fermarsi forzatamente in un luogo più del tempo previsto non è che puoi odiarlo ma esattamente l'opposto. Diventa molto difficile partire.


Fra poche ore sarò ancora in viaggio ma non so bene che direzione devo prendere, non so bene dove devo andare. Respiro profondamente l'aria pungente della mattina. La nebbia umida e fredda si appoggia sulle cime dei monti e i colori di quest'alba incendiano il cielo.


Attacco l'ipod e aspetto che Carolina si scaldi un poco dalla notte fredda.


Aggiusto lo specchietto retrovisore e un scintillio appare dal fondo di due occhi bruni.


Sorrido e abbasso gli occhiali da sole, quasi imbarazzato. Ora so che direzione prendere.


Ci incroceremo ancora all'improvviso in qualche strada polverosa e lontana nel never-never land. Sono tornato per te. Sono tornato solo per guardarti un secondo negli occhi.














Wild Tasmanian Devil !