Ci sono due soli modi di conoscere le cose.

Farsele raccontare oppure farle.

Un poco come la vita.

Viverla o farla vivere agli altri.

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lunedì 13 febbraio 2012

Walking around the markets, gaol and ...Tasmanian Devils!

Domenica mattina!


Arriva anche da queste parti e tutto, che si muove molto lentamente, rallenta ancora di un altro poco.


Devo ancora capire bene dove sono stato catapultato che Gary mi porta a spasso anche oggi. Si va sempre in direzione sud-est verso Hobart e percorrendo una laterale attraversiamo dolci colline con piccole fattorie e ampi sterminati campi di insalata multicolore, la primizia della zona. Mi racconta che per pochi dollari te la puoi andare a raccogliere da te.


Arriviamo a Sorell, una minuscola cittadina che ha un mercato locale mensile. La giornata nuvolosa ha decimato gli espositori. La cosa bella girando tra i pochi banchi è trovare, oltre ai piccoli produttori locali di frutta o verdura, anche chi cerca di vendere quello che non usa più.


Di solito nulla viene gettato da queste parti, ma riciclato tranquillamente. Questo è nel costume locale e non solo, come si potrebbe pensare, riservato ai meno abbienti. Una ragazza con la madre espongono e vendono abiti usati, probabilmente quelli dismessi. Credo non abbiamo urgente bisogno di soldi visto come vestono e che macchina possiedono, nuova e blasonata. Qui, non mette in imbarazzo, come potrebbe essere da noi, essere qui a raccattare qualche dollaro la domenica mattina!


Proseguiamo il tour verso Richmond dove ci raggiungono anche Tyler e Matthew. Gary mi fa vedere la bella casa dove ha abitato un intero anno. Ha dovuto lasciarla quando il lavoro di meccanico da quelle parti è andato a calare. Richmond è una bella e storica cittadina della Tasmania. Possiede il più antico ponte ancora in uso di tutta l'Australia e, come spesso accade, anche la prigione.


Bisogna ricordare che tutta l'Australia (escluso il solo Sud Australia) e in particolare la Tasmania sono nati come colonie penali dell'Inghilterra. In Tasmania, la Corona Inglese ha mandato tra il 1803 e il 1853 oltre 70.000 persone!


In genere delinquenti comuni, spesso giovanissimi e condannati a vita anche per delitti lievi come piccoli furti! Le condizioni di vita erano terribili. Questo rimane un triste ricorda per la Tasmania che più di altri stati, per le sue caratteristiche geografiche, ha ricevuto convitti.


Finalmente andiamo a visitare in zona un piccolo zoo privato. Voglio vedere in particolare un animale che è molto difficile da vedere.


Il parco attira un sacco di persone forse più interessate ad animali esotici di altri continenti che quelli locali.


Io cerco di vedere i Wombati che però sono rintanati nei loro profondi cunicoli scavati nella sabbia! Sono difficili da vedere in quanto molto schivi e quasi esclusivamente notturni. Peccato!


Giriamo per un poco per i vari recinti e dopo poco, guardando attentamente ne trovo uno infilato sotto un piccolo tronco! Finalmente eccolo qui! Il Diavolo della Tasmania! Sopravvissuto, a differenza della Tigre della Tasmania, all'arrivo dei coloni! Rimango affascinato e sorpreso nel vederlo in azione sopratutto quando si incavola! Ho l'impressione che il nome che porta è forse esagerato, sia per le dimensioni e forse anche per l'aggressività naturale che avrebbe.


Mi devo ricredere poco dopo quando un paio cercano di contendersi un pezzo di carne offerto dal Ranger! Piccolo, ma…cazzuto!


Riusciamo poi a vedere un paio di cuccioli che nonostante le dimensioni ridotte sono maneggiati con estrema attenzione dalla Ranger! In effetti mi mostra i segni lasciati qualche giorno prima su un braccio! Insomma il Diavolo della Tasmania è veramente tosto! Adatto a questi luoghi selvaggi e duri! Un lottatore, un irriducibile, un sopravvissuto!


Mi esce un pensiero e voce alta…"Cazzo! Mi piace un sacco"!


All'unisono, tutti si girano verso di me e mi guardano titubanti. Sorrido e traduco…solo la seconda parte!







SORELL MARKET







GARY and TYLER


RICHMOND







RICHMOND GAOL

























THE TASMANIAN DEVIL



























domenica 12 febbraio 2012

Such is life

Oggi 2 febbraio devo capire che posso fare. Mi sembra che la mia corsa sia finita qui e che sia praticamente impossibile riprenderla. Sono a New Norfolk che è un piccolo paese a 40 chilometri circa da Hobart, la capitale della Tasmania.


Carolina è messa male e non so se riusciranno a sistemarla. Il meccanico, Gary, controlla l'auto e dice che potrebbe ripararla in un 4 o 5 giorni. Sistemarla in modo sicuro per viaggiare. Controllo tra i documenti e spunta fuori una polizza che avevo stipulato ad Adelaide, full kasko. Con l'aiuto di Brett, il proprietario della pompa di benzina che mi ha recuperato con il carro attrezzi, faccio la denuncia ma sono indeciso sul da farsi. Se faccio riparare l'auto devo fare un sacco di foto e fare una denuncia parziale all'assicurazione, tenere i pagamenti e poi al mio rientro finire di riparare l'auto e di nuovo altri documenti. Il fatto è che io non devo rientrare ad Adelaide.


Nel frattempo sono di passaggio nuovamente Peter di Melbourne e il suo amico belga, che mi hanno soccorso e aiutato. Sono felici di vedermi e, oltre alle foto di rito, parte un invito per andare a visitare Melbourne al mio rientro dalla Tasmania.


Parlo con Gary e lui mi dice in modo molto chiaro che la cosa migliore per me sarebbe fare riparare l'auto in città, ad Hobart, attraverso la mia polizza. Mi lascia di stucco. Sta rinunciando al lavoro perché dice che è onesto e sincero. Tutta la giornata passa tra telefonate e fax con l'assicurazione e l'organizzazione del trasporto a Hobart per il giorno dopo.


Penso di fermarmi l'indomani in zona per alcuni giorni e capire quanto tempo ci vorrà e poi decidere il da farsi. Nel pomeriggio regalo un calendario a Gary per ringraziarlo dopo avergli spiegato che stavo facendo da quelle parti.


Nel giro di mezz'ora si muove tutto. Brett mi chiede dove dormirò la notte e mi invita a casa sua e Gary, insieme al figlio diciassettenne Tyler, mi dice che posso andare da lui. Non solo. Mi dice esplicitamente che posso stare quanto voglio, anzi…"forever"!


Mi ritrovo a passare una notte a casa di Brett, della moglie Patricia e del figlio Matthew. Tutti e tre lavorano alla pompa di benzina e Matthew è il migliore amico di Tyler. Mi preparano pure la cena dopo avermi chiesto che voglio da mangiare!


Il giorno dopo con Brett portiamo Carolina a Hobart e dopo aver postato sul blog presso un bar del centro, mi trasferisco a casa di Gary e Tyler. Entrambi sono di un gentile incredibile. Sono originari dello Zimbabwe e si sono trasferiti in Australia qualche anno fa dopo che la situazione politica ed economica era diventata insostenibile. Passo tutta la sera fino alle 4 di mattina a parlare con Tyler che è un ragazzo incredibile! Un artista, uno sportivo a tutto tondo! Lavora il legno e la pietre dure. Suona la chitarra e fa sub. Ama gli animali e tiene un acquario oltre che un terraio con delle lucertole. Aiuta il padre, fa da mangiare e il bucato. Colleziona monete e tira con l'arco. Insomma un ragazzo sveglio con interessi e molto autonomo.


Il giorno dopo Gary che non lavora il sabato mi porta a visitare il mercato settimanale ad Hobart che si chiama Salamanca. Un piccolo mercato molto famoso che si affaccia direttamente sul mare. Questo è il primo contatto che ho con Hobart che subito mi sembra una città bellissima e solare. L'ingresso nel centro storico avviene attraversando uno dei due ponti sul fiume Derwent, dove l'ampia e riparata baia sfocia in mare. Gli eleganti e tranquilli cigni neri galleggiano come fossero sagome di cartone immobili.


Ci visitiamo in un'ora questo colorato ed eterogeneo mercato dove si trova di tutto, dall'abbigliamento, al cibo, dai libri usati ai fiori, dal cibo per cani, con ossa di vari animali e croccantini aromatizzati, ai musici improvvisati. La giornata è splendida e il sole ha una luce giallo ocra.


Penso a tante cose e penso a questi luoghi, alla gente che li abita e al loro carattere. Al loro modo di essere e al loro stile di vita. Forse gli Australiani e in particolare quelli che vivono nelle piccole cittadine, i così detti "country people", possono sembrare svogliati, rilassati, spesso inconcludenti. Possono sembrare trasandati, e poco avvezzi ai particolari, alle finezze che spesso noi abbiamo. Possono sembrare non curanti delle apparenze fino all'inverosimile ma hanno qualcosa che noi abbiamo perso, smarrito.


Sono pratici, aperti, generosi e curiosi. Hanno pochi pregiudizi, poche remore ad accogliere il viandante, lo straniero. Forse sono io che sono molto fortunato, non so bene. Però certe cose mi accadono spesso da questa parte del mondo. Accadono ora e non sono scritte in un romanzo d'altri tempi o di fantascienza.


Gli Australiani sono un popolo che vive nella natura, circondati dalla natura. Mettono in pratica la voglia di vivere ogni giorno con i fatti senza farsi troppe domande inutili, assaporandola nel midollo senza fronzoli od orpelli, su cui noi ci concentriamo troppo spesso. Magari una vita che noi facciamo fatica a capire a cui non siamo abituati che ha i suoi lati negativi, ma è vita piena.


Forse riesco a capire e comprendere meglio la scritta che vedo spesso sulle auto o addirittura tatuata sulla pelle.


SUCH IS LIFE


Forse sto invecchiando. Anzi sto invecchiando di sicuro e non ho ben capito se il mio cervello nel frattempo stia ancora crescendo, stia cambiando. Non so bene che sta succedendo ma ho l'impressione che questo viaggio, questo mio secondo "Walkabout in Australia", sia molto più complicato del primo. Mi ritrovo a sentire che a dispetto di quello che oggettivamente è, sono più forte e al tempo stesso più tranquillo del solito. Non so come spiegarlo ma sento che, nel bene o nel male, la vita è questa. Almeno la mia. Almeno ora. Farsi troppe domande non serve, sono inutili, ridicole se non dannose…perchè semplicemente…such is life.





























martedì 7 febbraio 2012

Forests, mountains, trees and fun things. Many trees, perhaps too many!

La mattina del primo febbraio è sempre con il cielo velato. Vado a visitare la cima del monte che da il nome al parco. Una strada che si inerpica fino a oltre 1000 metri! Qui ci trovo un paesaggio sub-alpino simile al nostro ma ancora gli eucalipti e delle minuscole felici che assomigliano a semplice bush! Il freddo si fa sentire e dopo una breve passeggiata me ne torno a valle e provo a cercare ancora una volta un luogo poco frequentato, delle cave.


Al centro dei Ranger, dove prendo info, sempre incontri divertenti e bizzarri come l'immigrato olandese naturalizzato che porta a spasso un furetto come fosse un cane.


Lungo la strada si prosegue con una escalation.


Prima una casa in vendita che un tempo era una Chiesa, poi un cartello segnala il passaggio su binari dei "railtrack raiders", ossia quei piccoli mezzi che vanno su rotaie mossi dalle sola forza umana e che mi ricordano le vecchie comiche in bianco e nero! Le sorprese non sono finite e trovo la strada per le cave interrotta per una frana in prossimità del piccolo ponte ma con un autobotte che fa il pieno di acqua minerale direttamente nel torrente. Non si possano visitare all'interno, ma dietro il piccolo ingresso dove fuoriesce il torrente, ci sono oltre 30 chilometri di gallerie con più di 295 ingressi e anche la più profonda cava Australiana!


Insomma ogni angolo riserva una sorpresa. Naturalmente non c'è nessuno, tranne il driver del road train che dopo aver fatto "il pieno" di 18.000 litri di acqua da imbottigliare se ne va!


Proseguo e, prima di arrivare allo Styx River National Reserve, mi imbatto in un echidna in mezzo alla strada!


In quell'ultima piccola riserva l'apoteosi! Alberi di oltre 400 anni di età e 80 metri di altezza, un bosco fittissimo e felici mostruose ovunque. Giro attraverso questi giganti incantato e anche perplesso. Come sia possibile che in questo angolo di mondo ci sia ancora tantissima natura ha dell'incredibile!


Al parcheggio, in manovra, a pochi metri dalla ripida scarpata, la protesi scivola e nonostante freni, non riesco a fermare l'auto che scivola di appena un paio di metri contro uno dei primi alberi. Disastro! L'auto è a 45° gradi con il dietro che è completamente sollevato! Io nulla, sto bene. Guardo il danno e penso che la mia corsa sia finita qui. Radiatore, parafango, cofano, longherone frontale per lo meno.

Spengo il motore e mi rassegno a passare la notte in una delle vicine toilette visto che, naturalmente, il cellulare non ha campo.


Aspetto 10 minuti e ho la fortuna che passino due ragazzi con il pulmino. Gentilissimi mi caricano al volo e appena possibile contattano i soccorsi per me. Prima di partire fanno foto all'auto! Mi scaricano nella vicina Maydena dove, dopo 45 minuti, arriva il carro attrezzi dei soccorsi. L'autista è bravo e in pochi minuti carica l'auto. La madre lo accompagna e fa foto all'auto!


Sono stra mortificato. Si rientra su New Norfolk evitando più o meno fauna selvatica che spunta ovunque visto che ormai è sera. Magari più "meno" che più"! Sono attaccato come un geco alla maniglia dell'auto perchè va a scheggia con il retro treno che ogni tanto se ne va!!


Mi sistemo un poco l'auto nel parcheggio di fianco alla pompa di benzina e al work shop, dove mi ha scaricato. Mi chiede se ho da dormire e io dico che forse è meglio che stia qui, avendo tutto dentro ed essendo in città . Lui non mi da torno e mi saluta dandomi appuntamento per domani alle 8.


Guardo il cielo che è nero come la pece e senza stelle mentre inizia a piovigginare. Intorno tutto tace, nessuno in giro. Quasi oltre mezzanotte e passa un balordo che cerca di attaccare briga mentre sto per entrare nell'auto a dormire. Manco lo cago, appena uno sguardo di pochi secondi. Se ne va e nemmeno si avvicina più di tanto.


Non posso fare molto ora. Domani vedrò che fare. Domani vedrò che posso fare. Mi dispiacerebbe molto la mia corsa finisse qui. Molto. Ma si sa che contro il destino c'è poco da fare a volte.


Mi giro e rigiro e non riesco a prendere sonno e penso...


"Il destino non esiste! Ci sono solo degli esseri umani che interpretano a loro piacere nel bene o nel male quello che accade, spesso per darsi pace, per farsene una ragione. Sarà un poco più complicato, mi costerà un poco di fatica in più! Ma ci sono abituato a questo, da tanto tempo. Non mollo facilmente la presa e sono un lottatore. L'importante è che non perda di vista l'obiettivo. Lo finisco questo giro in un modo o in un altro perché sono fatto così e tanto mi basta. Buonanotte Australia. Ci vediamo fra poche ore".



MOUNT FIELD NATIONAL PARK
















JOANNA FALLS




ECHIDNA!






STYX BIG TREE RESERVE