Ci sono due soli modi di conoscere le cose.

Farsele raccontare oppure farle.

Un poco come la vita.

Viverla o farla vivere agli altri.

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giovedì 17 gennaio 2013

Sailing by sight


Finalmente mi muovo per un giretto di prova. L'estate da queste parti sembra essere in ritardo e solo di tanto in tanto arriva il sentore del suo imminente arrivo. Brevi squarci di sole portano brevissime vampate di colore e di calore.

Mi destreggio tra quello che è un tempo variabilissimo e le inevitabili conseguenze, spesso disastrose, che riversa sugli umani sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico. Enormi bushfire, gli incendi che interessano i più importanti Parchi Nazionali, stanno imperversando nella parte centro/est dell'isola e non accennano a fermarsi, portando distruzione, rovina e una tra le più grandi catastrofi naturali che la Tasmania ricordi. Centinaia di case bruciate, migliaia di sfollati e un patrimonio boschivo e faunistico fantastico andato in fumo. Insieme ad esso, spesso, la speranza. Il cielo è oscurato per decine di chilometri e molte vie di comunicazione sono chiuse. L'emergenza è nazionale.

La ricerca del luogo dove si trova Miranda Gibson (http://observertree.org/), si rivela un fiasco.  Al campo base non c'è nessuno che mi possa aiutare a comprendere quale traccia debba prendere per raggiungerla al centro della foresta che sta cercando di proteggere dal taglio indiscriminato, appollaiata da oltre un anno, su una piattaforma a 60 metri di altezza.

Spostandosi di qualche chilometro, nella parte nord/ovest, ci si ritrova avvolti dalla nebbia o sormontati da un cielo rigonfio di nuvole brunastre che scaricano, tra raffiche di vento gelido, enormi secchiate di acqua, confermando l'assoluta variabilità del clima e la nomea di costa veramente selvaggia e poco abitata, che ha questa parte della Tasmania. Le tracce si riempiono di pantano e i piccoli fiumi diventano veramente pericolosi da attraversare.

Mi metto a "navigare a vista", passando e ripassando per alcune spiagge fantastiche dove la sola presenza a volte è quella dei selvatici che sembrano occupare tutta la scena. Wallaby, canguri, possum, wombati, sono i dominatori incontrastati di questa terra insieme alla forza esplosiva del mare che, anche quando non c'è troppo vento, schianta sulla costa onde  potentissime, vaporizzando un phon di salmastro su granelli scintillanti di granito vermiglio  e cremisi.

Da queste parti si capisce quanto siamo piccoli, quanto spesso sembriamo comportarci come i dominatori di questa natura e, come diamo per scontato, quello che non lo è mai. Qui, tutto cambia rapidamente, tutto è straordinariamente e brutalmente esplosivo. Nulla è sicuro. Nulla è stabile. Non si può mettere il "cruise control", il pilota automatico. La noia e spesso la bulimia non è di queste parti, c'è altro a cui pensare e da fare.

Bisogna annusare il vento, guardare il cielo, sentire il cambiamento dell'umidità nell'aria sulla pelle. Usare tutti i nostri sensi, anche quelli più profondi. Quei sensi di cui, spesso, tutti si parla e abusa, ma forse, poco si conosce e quasi mai si incrociano nel nostro quotidiano. Quei sensi che vanno diritti alla trascendenza.

Qui, la natura c'è e si fa sentire. Qui, noi siamo solo di passaggio e, semplicemente, possiamo solcare questi luoghi con la massima attenzione e il più profondo stupore.

Troppo selvaggi, non ancora addomesticati dall'uomo e mai lo saranno. Pure gli aborigeni lo avevano capito e i "soli" scolpiti di Sundown Beach (che vuol dire "la spiaggia del sole che tramonta") sono li a testimoniarlo da migliaia di anni. Affascinati pure loro dal tramonto del sole che annunciava la fine della giornata. Il sole che quando arriva porta a vivo la forte intensità cromatica di questo cielo turchese, di queste spiagge amaranto e di queste colline smeraldo. Un fascino irresistibile. Un'altra notte arriva e…di notte "navigare a vista" è impossibile!

Abbassiamo le vele, buttiamo un paio d'ancore filando più catena possibile, serriamo i boccaporti e.. aspettiamo…un nuovo giorno. Aspettiamo, che la notte passerà. Domani, forse pioverà, forse sarà nuvoloso e tirerà un vento teso o forse ci sarà il sole, difficile fare previsioni. Meglio non farle affatto. Molto meglio. L'importante è, sentire di essere in questi luoghi profondamente, di essere di questi luoghi.

Quasi inutile ricordare che un italiano è già passato tantissimi anni fa da queste parti e, un fiume, ora porta il suo nome, l'Italian River. Si dice che si chiamasse Frank Airey (probabilmente un nome di fantasia) e aveva un campo dove ha vissuto per molti anni. Mi sarebbe piaciuto incontrarlo e farci quattro chiacchiere.

Sarà poca cosa ma un tempo, un bel tempo, su queste coste selvagge, in questo mare, un piccolo essere si è perso e immerso nell'immenso e ha sentito come non mai di essere minuscolo ma, di essere vivo nel più profondo di ogni sua singola cellula…e la sensazione che ha provato, la cosa più sconvolgente che ha sentito poche volte nella sua vita era oltre l'Amore, oltre la Passione, oltre al fascino dell'Incredibile. Detta in una parola era l'Armonia Pura, Semplice e Sublime. Voglio respirarla ancora…ovunque sia, ovunque mi porti.


South-West




Gordon Dam


Bushfire!




Miranda Gibson Base Camp


Country Churches




Old  Emporium!


Ooooopssss!


Queenstown






Nelson Falls


Zeehan





Trial Harbour


















Meetings (Urte, The Biker)




Philosopher Falls






Fog!



Arthur River


A very narrow bridge


Unsealed road


Countryside



Breakdown! Flat tyre!



Sundown Beach









Sarah-Anne Rocks


Locals




Savage River Ferry


Muddy Track


After a Bushfire


Civilization

martedì 1 gennaio 2013

Don't worry. Be careful and plays! (Devo solo fare girare la palla!)


Non so come spiegare questo mese passato in Tasmania. Forse un mese di transizione, di preparazione al viaggio o forse era già il viaggio, era già avventura, era vita. Non è successo nulla di speciale, di eclatante o forse si. Forse è già successo la cosa più importante, la cosa straordinaria. Forse è successo che un pensiero controcorrente prende forma nei tuoi occhi e non è un sogno, lo vivi come realtà. Lo stupore, l'incredulità, l'eccitazione, la paura ti creano come un orgasmo continuo, dove tutto è relativamente lontano, tutto è stranamente semplice o superfluo. Detta in altri termini succede che ti formatti il cervello e metti solo il sistema operativo di base, il minimo indispensabile e ti rendi conto che il computer va velocissimo e che la maggior parte di quello che avevi installato non serviva e manco sapevi di averlo…e anche che non ti serve null'altro. Anzi a una cosa servivano i programmi accessori. Servivano a rallentare il computer a renderlo semplicemente inutilizzabile!

Una miscela altamente infiammabile si è andata a formare lentamente, ma implacabilmente nel mio animo. Avevo un sacco di cose da fare per sistemare l'auto e sembrava che non riuscissi ad arrivare ad alcunché. Il ginocchio (non quello buono della protesi!) ma l'altro, reduce da un liscio sul pavimento della barca avuto poco prima di arrivare qui, sembrava che non ne volesse sapere di piegarsi e anche di reggermi in piedi. Poi un furto sull'auto, giusto alla vigilia di fine anno. Per finire, il tempo. Cambiava di ora in ora, tra pioggia, vento, sole, nebbia e sembrava alimentare il mio animo che tradiva una certa malinconia per i lidi padani, per gli affetti, per un contesto a me conosciuto e dove potevo trovare conforto ed aiuto.

Che dire, avevo smarrito la forza di provarci, boccheggiavo tra mille cose e mi intorcigliavo in altrettanti pensieri che non facevano altro che aumentare la mia ansia e stimolare una certa leggera forma di depressione! Vedevo tutto impossibile, tutto difficile, tutto senza senso. Mi facevo le domande più idiote, giusto per il gusto di farmi del male e rispondermi che ero un scemo ad avere solamente partorito l'idea di essere qui, figuriamoci esserci!

Insomma, un disastro perché pensavo al futuro in termini certi, facendo del mio presente lo specchio di ciò che mi sarebbe successo.

Dimenticavo che la vita è come un qualsiasi gioco dove si usa una palla. Quest'ultima deve essere in movimento perché il gioco continui. Non importa come e dove, ma deve girare.

Il futuro è mistero e per questo la vita è affascinante e vale la pena viverla. Conoscerlo sarebbe un destino terribile e ci consegnerebbe a una lunga agonia. Il futuro è scoperta insondabile, nessuno lo potrà conoscere per quanto se ne possa sfiorare qualche frammento qua e la. Come un uomo al buio che a tastoni cammina in una stanza piena di oggetti con le mani protese a sfiorare ciò che lo circonda. Non vede nulla, ma ha una idea di una possibile realtà a lui ancora sconosciuta. Partorisce una idea di ciò che lo circonda  senza rendersi conto che è inevitabilmente fallace. 

Il presente è il mio futuro. Vivo il presente cercando di non pensare al futuro perché arriverà prima di quanto io pensi. Sarà con la mia vita presente che lo avrò modellato un poco, consegnandolo a un immutabile passato. 

Devo fare girare la palla e non preoccuparmi di dove andrà a rotolare. Solo fare girare la palla. 

Don't worry. Be careful but plays!


Camping






Key Cutting!


New Norfolk Sky


Christmas Time


Dawn


Summer is coming


Angela




lunedì 10 dicembre 2012

I love Adelaide!


Eccomi di nuovo qui!

Adelaide, South Australia!

Una città da molti quasi misconosciuta ma assolutamente fantastica! Una città fuori dalle più battute mete del sud/est come Sydney o Melbourne, ma spettacolare.

Una città a misura d'uomo, dove nemmeno sembra che ci vivano circa 1.500.000 persone, ovvero quasi tutta la popolazione del South Australia. Il centro storico è il cuore pulsante della città, dove su un quadrilatero di appena un paio di chilometri è concentrata la quasi totalità dei servizi pubblici e privati. L'efficenza è mostruosa e in pochi metri a piedi o, con i mezzi pubblici (gratuiti in centro), si ci può spostare dall'Università ai centri commerciali, dalla stazione dei treni ai musei, dai parchi ai ristoranti. 

In poco meno di un paio d'ore riesco ad attivare la mia tessera sanitaria,  annullare (con relativo rimborso) la vecchia polizza auto e contrarre un'altra polizza per la mia nuova auto. Faccio un giro al Museo di Storia Naturale e Culturale (gratuito, come del resto la Galleria d'Arte e la Biblioteca di Stato) dopo aver attivato una nuova carta sim e un nuovo collegamento internet!

Passeggio per Rundle Mall, l'area pedonale e mi accorgo con stupore di quanto sia varia l'umanità da queste parti e di come ognuno sia libero di vivere come crede senza sentirsi "fuori luogo".

Se ne vede "di ogni" e la diversità non è tollerata, ma è forse la vera ricchezza di questa gente. Si possono vedere suonatori o graffitari improvvisati, come chi raccoglie lattine e bottiglie dai sacchi della spazzatura per ricevere i 10cent dai centri di riciclo, convivere tranquillamente con  il via vai della gente intenta nello shopping natalizio. Non c'è indifferenza, anzi. Spesso si vede il distinto manager o la commessa in pausa  pranzo scambiare due parole, fare una battuta o semplicemente un saluto a quelli che magari da noi sarebbero considerati "gli invisibili".

Ognuno si veste e si vive la propria vita come meglio crede. Senza pensare o sentire di essere un diverso. Sul tram, un ragazzo mi fa vedere un quaderno dove ha disegnato il progetto per il suo prossimo graffito, dedicato alla sua ragazza e una signora riceve da un'altra un mazzo di fiori gratis perché semplicemente ha fatto un complimento all'altra!

Piccoli gesti se vogliamo, ma è il sentore del vivere che mi sembra diverso. Molto. La gente non è incarognita, la gente vive e lascia vivere senza però girare lo sguardo dall'altra parte. Questa è la sensazione che si respira in questa città abbagliata da un estate arrivata in anticipo, addobbata con alberi e palle di Natale, mentre la temperatura raggiunge i 38°.

Il tram ha una leggera frenata, che in Italia nemmeno avremmo notato. Siamo a fine corsa e l'autista, una donna con evidenti problemi di deambulazione, scende  e chiede a uno a uno, a tutti gli occupanti se si sono fatti male e se hanno bisogno di aiuto.

Io giro lo sguardo verso due turisti francesi che sgranano gli occhi increduli!

Dalle ultime statistiche sulle qualità della vita Adelaide risulta al 6° posto assoluto a livello mondiale.

Non so bene come siano le altre città ma ho visto dove sono posizionate le prime italiane…beh, quando sento alcune affermazioni circa la "qualità elevata della vita" in alcune nostre bellissime città mi scappa un sorriso e penso che chi le ha fatte non sia mai uscito a vedere il mondo. Dovrebbe. Senza arrivare in Australia, certo. Basterebbe anche un poco d'Europa.










































mercoledì 28 novembre 2012

STICAZZI




A volte, essere con la testa in giù, essere nel "down under" non è che ti fa stordire. Magari ti rimescola nel modo corretto i pensieri che non riuscivi ad acchiappare. Invece di descrivere quello che ti circonda ti ritrovi nella lucidità dei tuoi fantasmi, delle tue ansie e in fondo è quello che volevi, che cercavi…il tuo soul c'è e comunque sia, tu ci sei…Yes I'm!

Ti scappa fuori questo e lo condivido!

Destra o sinistra? Stronzate! La verità non è in una sponda del fiume! La verità è nell'anima. La verità è l'equità morale del diritto naturale.

La verità è che sono più di sinistra e, per me, sinistra significa che penso più ai valori di chi soffre, di chi fa un lavoro umile ma onesto rispetto a quelli che mi circondano nel mio paese. Di quelli che quando mi hanno segato la vita e una  gamba in una cooperativa rossa hanno difeso il "partito", facendo una bella riunione alla Casa del Popolo e isolando me e la mia famiglia, invece di proteggere il debole, invece di difendere un ragazzo, quale io ero. Figlio come i loro figli. Operaio come ero io e, come erano loro. Io sono più a sinistra della CGIL che ha girato la testa perché andava a toccare qualche pezzo grosso. Perché, nonostante tutto, non si "poteva dare addosso a una azienda di sinistra"…

Io sono più Cristiano, del mio "ex prete e dei miei confratelli" che mi volevano comperare per un tozzo di pane. Che hanno mandato a casa mia gli scagnozzi per farmi tacere e per fiaccare la mia sacrosanta voglia di giustizia. Che mi offrivano un posto di lavoro e quattro soldi. "Così è sistemato per tutta la vita e non ha problemi…" Allucinante!

Nonostante io fossi in Chiesa tutte le domeniche e fossi un "Buon Cristiano". Nonostante io facessi catechesi ai loro figli. Nonostante facessi i ritiri con il Vescovo di Modena a San Antonio in Mercadello, ora zona terremotata. Alla fine quello che voleva dire Cristo…io l'ho capita…e non è molto diversa da quello che diceva Che Guevara…anzi...

Io sono più degli altri che si riempiono la bocca di ideali e ideologie ma non ne hanno in fondo. Non ne hanno perché non hanno la dignità. Non hanno il senso del prossimo. Hanno solo bisogno di qualcuno che gli dia un'identità. Tutto qua. Non valgono un cazzo e sono meno di zero per me. Perché, in certi momenti o sei da una parte o no! In certi momenti e anzi, sempre, devi fare quello che è giusto, quello che equo. Pensare che "tu", sei quello che hai di fronte. Lo potresti essere. Molto semplice ed umano, se vogliamo naturale. Perché io sono stato naufrago, emigrante, operaio, insegnante, emarginato, pezzente backpacker. Io sono stato e sono ultimo degli ultimi. Ma io non sono mai stato infame, ladro e ipocrita. Io ho sbagliato, sono pieno di difetti ma so cosa significa essere uomo. So dire "ho sbagliato" e so dire "ho fatto una cazzata e sono qui a pagare pegno". Posso cambiare idea e la mia idea non è la migliore. La mia idea è perfettibile. Sempre.

Io sono contro tutti gli stupidi e acritici cervelli. Tutto qua.

Mi rendo conto che sono un debole, anzi, una persona fragile, ma mi rendo conto che quando scrivi pubblicamente cose di questo tipo hai una forza incredibile. La forza che nessuno ti potrà togliere. La forza di chi, nel suo piccolo, potrà dare un segno, una testimonianza…perché ho il coraggio di cambiare. Crederci. Sempre e per tutti noi. Io sono un vecchio, ma qualcosa può cambiare. Io ci credo ancora…e ho ancora qualche cosa da fare e la farò fino a quando non mi spezzo in due. Sono ancora qui, dall'altro capo del mondo, senza sponsor e solo con le mie forze per non dimostrare nulla se non dire davanti a una spiaggia infinita "STICAZZI"!

venerdì 19 ottobre 2012

Orzowei!



Ero un bambino di 12 o 13 anni e mi chiedevano spesso cosa avrei voluto fare da "grande"….

"Leonardo! Cosa vuoi fare da grande?"

"Voglio fare il corridore nella savana, come Orzowei!"

Infatti ho corso, sempre…poi ho ancora corso! Fino a sentire il cuore esplodere e i muscoli contrarsi spasmodicamente dallo sforzo. Ho dato le mie zampate, selvagge, disperate, piene di forza e di spregiudicatezza. Le mie zampate piene di folle paura, di voglia di vita, indomite, spavalde e rabbiose. Le mie zampate che lasciavano il segno, sempre. Amorevoli e profonde, dolci e incisive. Indelebili. Le ho date!

Ho inventato dal nulla, ho ribaltato le cose e le situazioni. Ho avuto la spudoratezza di ruggire e graffiare anche quando ero mezzo morto. Anche quando ero morto. Sono morto. Tante volte. Sono morto tutte le volte che mi hanno detto che ero morto. Sono morto tutte le volte che mi hanno detto che non era possibile. Sono morto tutte le volte. Ma tutte le volte, ho dato una zampata e ho fatto un ruggito. Tutte le volte ho cucito con ago e filo lo squarcio e ho leccato con la lingua la ferita. L'ho tenuta morbida e ho aspettato che si chiudesse. Ho amato e toccato la cicatrice cheloide che mi sono ritrovato. Ero vivo. Malconcio, ma vivo. Ancora. Avevo un "perché" in più! Ero comunque lì! A discapito di tutto e di tutti. Pronto per STUPIRMI, non per STUPIRE qualcuno! 

Sempre ho corso contro tutto e tutti e ho mandato a FARE IN CULO GLI UOMINI E IL MONDO! Sempre!

AAAAAAAAHHHHH FARE IN CULOOOOOOOO! OK?!?

Ci ho creduto e ci credo, ancora stavolta. Certezze non ce ne sono. Certezze non ne ho. Io sono uno scherzo. Sono a "cagarmi letteralmente in mano" fosse per la conoscenza, la coscienza di quello che vado a fare.

Sono vivo. Morto, ma vivo.

Vivo e sorrido mentre mi scende una lacrima, per quelli che manco per il cazzo hanno capito cosa gli stava passando accanto…

Quello ero io! Quello era Orzowei che, anche se lo "cannano" di brutto, va avanti lo stesso e ha dei "pezzi" in meno ma "qualcosa" in più!

Io sono un indomito. Punto. Fate la metà di quello che ho fatto io. Anzi, staccate il "biglietto della vita"…poi ne parliamo!

Vi sto sul cazzo? Bene, allora! Ho toccato le corde giuste! Ho toccato la Vostra anima! Coraggio! Andate a fottervi la Vostra vita, io non Vi servo più! 

Io correrò nella savana, nel bush della mia vita…e lo farò senza un reportage, io lo farò comunque e che vi stia sul cazzo o meno io sarò leggenda…perché le leggende sono le cose che mai penseremmo di fare e in pochi fanno…io le faccio. Il resto dipende da Voi. Tutto qui. Vogliatevi bene e basta. Non avete bisogno di altro se non di uno spazio sconfinato dove correre…e….e se lo può fare uno come me…beh…lo può fare chiunque!

Never give up!

Vi voglio bene, anime. Staccate e scrostate le cose inutili. Abbiatene il coraggio e la forza. Tutto qui. Fatelo, ne varrà sempre la pena. Non rinunciate a perdere tutto per ritrovarvi.

Un abbraccio.

martedì 9 ottobre 2012

I swim!


Poi in una mattina di ottobre ti alzi con una pioggerella di merda e un cielo del cazzo, qui sulla Pianura Padana. Tutto rema contro. Avranno un bel da dire che la nebbia e il freddo hanno il loro fascino. Sarà pure la mia terra e la amo, respiro e vivo di tutto questo e lo sento nei miei più infiniti atomi, ma, diciamocelo…che clima di merda! Vai a fare colazione presto con una amica mentre consegni le urine per la visita medica sportiva. Le ossa e i nervi del collo ti chiamano a rapporto ma vai a nuotare, stoico, come sempre…e piano piano te ne vai come un treno di stile libero. Di brutto e ti spari 2.5 km a manetta. Di classe e in scioltezza.
Pensi mentre nuoti e ricordi un posto dall'altra parte del pianeta…un luogo sconosciuto dove pochi arrivano. Una traccia che porta a Sandy Cape. Un luogo che rimane la summa di tutti i luoghi selvaggi e che hai mancato per tanti motivi. A dire la verità il secondo luogo, gli altri te li sei bevuti con la pazzia e la forza dei tuoi sogni e della tua sconsiderata voglia di essere dentro il mondo. Di essere nel selvaggio ombelico del mondo. Dove c'è chi vuole le cose e, se le fa da solo, senza aver considerazione di nulla. Né di se, né di che dicono gli altri. 

Con un'auto di serie hai fatto l'impossibile e lo sai…hai rischiato di brutto e lo sai…lei ha messo il suo cuore come hai fatto tu. Ti ha dato tutto e non poteva fare di più. Anzi…insieme lo avete fatto l'impossibile solo perché ha seguito docile la tua gioviale, spavalda incoscienza.

Ora, conoscendo, avendo capito dovresti avere coscienza di quello che hai combinato? Forse…oppure no!

Oppure sorridi e te ne fotti! Pensi che lo farai. Meglio che potresti farcela! Che ci proverai ancora più forte. Comunque vada. 

"Fanculo! Io ci provo!".

Proverai ad andare a Sandy Cape e ad attraversare il Goyder River…e sorridi perché ti rendi conto che ci sono 4000 km tra un luogo e l'altro…

Pensi che Cape York ti ha rimandato indietro un paio di volte ma non ti sei arreso. Rifletti su tante cose, sul senso delle cose e su quello che qualcuno potrebbe pensare e in fondo ti rendi conto di quanto la vita sia strana, ridicola ed estremamente variabile come il tempo di questo autunno padano.

Ma poi, in fondo…nel tuo fondo sai una cosa. Una cosa che hai sempre pensato.

Ci sono due modi di conoscere le cose. Farsele raccontare oppure farle. Un poco come la vita. Viverla o farla vivere agli altri.

Eh…comunque sia mi stà sul cazzo che "me la raccontino"…e nel frattempo…nuoto, nuoto e nuoto…

Mi preparo…come posso, al meglio di quel che posso…come posso.

Sono proprio curioso di vedere come andrà a finire!

Io sono "un pazzo scatenato", vero? Va bene...io sono un puledro zoppo...e come tale, mai e poi mai potranno tenermi in gabbia. Comunque ci proverò a saltare la staccionata. Senza una gamba o meno...io...ci proverò. Sempre. Statene certi! Il resto è solo...una storia. Non la mia. Fatevela raccontare da chi vi vuole infinocchiare. Fatevela raccontare da chi vi chiede il costo del biglietto. Io vi dico come è la cosa...vi piaccia o meno. Non costa nulla, è GRATIS! Basta esserci!

Ma credo sia questo il prezzo..."ESSERCI"...è da pochi...e per molti è meglio altro...meglio un bel canale satellitare e un sogno che non vogliono in fondo vivere mai!

Signori! Patatine, Popcorn, Salatini e Cola! Tutto a 1 euro! Presto che inizia lo spettacolo!